Antonio Capotosto
Il Toro e la Signora. L’annata 1976-’77 diventava subito un affare tutto sabaudo. La stracittadina era in programma all’ottava tappa, quattro settimane dopo la morte del vice allenatore granata Giorgio Ferrini: il giocatore con il maggior numero di presenze nella storia torinista. La squadra del Trap arrivava al derby d’andata con una lunghezza di vantaggio sui campioni d’Italia. In quelle stagioni i bianconeri soffrivano nelle stracittadine. Anche quel 5 dicembre, quando il Torino di Graziani e Pulici si arrampicava per la prima volta sulla vetta solitaria.
Il lungo ed entusiasmante duello, il 27 marzo prendeva la direzione di Villar Perosa, con la Juventus che archiviava la pratica Cesena e i granata bloccati a Napoli: una settimana prima della stracittadina di ritorno (1-1).
Il 22 maggio, quattro anni dopo la conquista della Coppa Uefa, la Signora festeggiava il diciottesimo scudetto. Tra ‘Giuanin’ e Radice vi era grande amicizia. Il tecnico granata dichiarò: <<Faccio i complimenti al Trap anche per aver sfatato il tabù europeo>>. Al Torino non bastarono il miglior reparto arretrato e l’attacco più prolifico, con Ciccio Graziani capocannoniere.
Juventus 51 punti (su 60): il massimo punteggio nei campionati a 16 squadre.