di Nicola Ciacciarelli
Mario Mandzukic, colui che ti porteresti sempre e comunque in battaglia. Giocatore non dalla classe eccelsa e, certamente, con un talento nella media. E allora cosa lo rende così prezioso? Non si tratta di gol, o non solo, ma di tanto sacrificio e dedizione. E poi sì, la butta dentro e questo non fa mai male.
Difficile sentire esclamare:”Che gol che si è mangiato Mario!”. Successe, in parte, nel primo mese di campionato e, non a caso, i bianconeri stentarono. Il croato fa parte di quella schiera di giocatori che fa storcere bocca e naso a chi ama, esclusivamente, i ”fini dicitori” del football. Movimenti sgraziati, talvolta un po’ grezzo, al limite dell’impacciato, ma il senso del gol non manca. Non è retorico dire che l’ex Atletico incarna perfettamente lo spirito bianconero. La squadra, settimana dopo settimana, perde i pezzi e allora è costretta a privilegiare sagacia tattica, grinta e spirito di gruppo all’estro e alla fantasia, che comunque non manca (chiedere a Paul Pogba).