Toni, l’ultimo dei centravanti

Posted By on Mag 9, 2016 | 0 comments


di Nicola Ciacciarelli

Verona-Juventus aveva un relativo significato ai fini della classifica, anzi, praticamente nullo. C’è, però, chi questa gara non potrà mai dimenticarla: è Luca Toni, l’ultimo centravanti alla vecchia maniera di scuola italiana. Di quelli fastidiosi, rognosi, sempre pronti a far sportellate con il difensore di turno. Per il quasi trentanovenne è stato il match d’addio. L’ultima davanti i suoi tifosi doveva essere anche l’ultima in assoluto, quindi per sua scelta non ci sarà a Palermo. Una gara che Luca chiude all’ 85′, sostituito da Juanito Gomez, prendendosi gli scroscianti applausi del pubblico del Bentegodi, encomiabile come sempre. I gialloblù tornano in B, ma Toni regala un’ultima perla, un cucchiao su rigore e una vittoria sulla Juventus, che interrompe a 26 la striscia positiva di risultati. Una rete non alla sua maniera, abituato a ”sfondare” le porti avversarie. C’è un messaggio nel penalty tirato in quel modo: Luca Toni non è stato solo colpi di testa e potenza, ma anche tanta tecnica. Chiude la carriera con un Meisterschale, una Coppa di Lega tedesca, una Coppa di Germania e, soprattutto, il Mondiale del 2006 in cui realizzò una doppietta all’Ucraina. A Monaco di Baviera 58 reti in 90 presenze, numeri da capogiro, come quasi tutta la sua carriera. Tappe fondamentali sono state Palermo (50 reti in 80 presenze tra serie B ed A) e Firenze (57 in 99 tra coppe e campionato) in cui il ragazzo di Pavullo nel Frignano, ha ottenuto rispettivamente una promozione in A e una qualificazione in Champions (poi cancellata da Calciopoli). Luca Toni è colui che in America chiamano Journeyman, un atleta con la valigia sempre in mano. Quindici maglie diverse, in ventidue stagioni da professionista. Da Modena, squadra con cui ha esordito, a Vicenza, dove ha conosciuto la Serie A, per passare a Brescia, dove Luca è cresciuto e maturato vicino Roberto Baggio e grazie ai consigli di Carlo Mazzone. In mezzo ci sono le esperienze di Empoli, Fiorenzuola eLodigiani (prima squadra in cui è andato in doppia cifra) in C1 , Treviso, ma anche Roma, Genoa e Juventus. A Verona, dopo la parentesi di Dubai, questo ragazzone di 1.93 non ha fatto altro che proseguire a segnare e segnare, guadagnanondosi il titolo di capocannoniere nella scorsa stagione, come nel 2005-2006 e come nel 2007-2008 in Bundesliga. Colpito da un gravissimo lutto nel giugno 2012, la morte del primogenito appena nato, Toni ha vissuto un ”terremoto interiore”, come da lui stesso dichiarato. Un momento terribile, superato grazie all’amore della sua compagna Marta Cecchetto e, forse, anche grazie al calcio. Per lui la vita da calciatore finisce qui, ma ne inizia un’altra, quella di papà a tempo pieno, dei piccoli Bianca e Leonardo. In bocca al lupo Luca.

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