MASSIMO FABI
Un ‘niño maravilla’ divenuto autentico fuoriclasse. Sempre più in ascesa il percorso di Alexis Sanchez, ceduto dall’Udinese di Pozzo a 37.5 milioni di euro nel 2011 e rivenduto tre anni dopo dal Barça per una cifra record per il calcio cileno pari a 48 milioni. Nella storia della Roja in qualità di bi-campione della Copa America e miglior giocatore del Centenario, strappare oggi Sanchez all’Arsenal è un ‘crack’ complesso che il pressing della Juventus sta cercando di rendere realizzabile. L’asso nella manica? La volontà dell’attaccante stesso che ha chiesto la cessione.
CARATTERISTICHE. Ala, seconda punta e all’occorrenza centravanti di movimento: crescendo, Alexis Sanchez è divenuto un attaccante moderno, polivalente e letale. La particolarità è che pur sviluppando una struttura fisica sempre più ‘rocciosa’ è riuscito negli anni a mantenere la rapidità di sempre: un mix esplosivo che lo rende devastante, supportato da una gran tecnica di base e dal basso baricentro che gli permette di puntare e saltare facilmente l’uomo, spesso tramite il doppio passo suo marchio di fabbrica. Alto 1.69 m, ha la bravura nel tenere sullo scatto il pallone incollato ai piedi e nel dar luogo con il destro ad esecuzioni magistrali, sia di potenza che di precisione. Migliorato anche sulle punizioni, concedere spazi al cileno sia fuori che dentro l’area è altamente rischioso, disponendo di una freddezza nel tiro che gli consente dal 2011 di superare la doppia cifra stagionale. Preferisce partire da sinistra per poi accentrarsi, come emerso recentemente nel tridente in nazionale o nel 4-2-3-1 di Arsene Wenger, ma è perfetto anche come spalla del terminale offensivo in un attacco a due. Alla qualità e forza muscolare sulle gambe, Sanchez aggiunge quella ‘tigna’ sudamericana fondamentale per imporsi subito in Premier League, risultando in questo biennio perno imprescindibile dei Gunners. Rispetto a quando giovanissimo era approdato all’Udinese, il cileno classe ’88 si è ormai formato infatti come talento estremamente concreto e ‘spietato’: profilo dunque giusto per la Juventus che già ha bussato dalle parti di Londra.
PROSPETTIVE FUTURE. Salutato Morata, i bianconeri sono alla ricerca di un terzo ‘titolare’ da aggiungere al duo Mandzukic-Dybala. Una ricerca delicata, perché il target è quello di un campione che possa rendere la Vecchia Signora competitiva per una grande Champions. Rotto ogni indugio, il grande erede dello spagnolo è stato individuato proprio in Alexis Sanchez, scelto come primo nome da Allegri per esperienza internazionale ed ecletticità offensiva. Portare il 27enne cileno a Torino implicherebbe grandi vantaggi non solo per incisività e maturità, essendo nel pieno della carriera, ma anche dal punto di vista delle tante soluzioni tattiche: giocherebbe indifferentemente a sostegno e sulle sponde di una punta di peso come Mandzukic, o accanto alla Joya per un tandem di velocità e fantasia; non solo, ma consentirebbe in caso di necessità anche la variante del tridente. Per forza e cattiveria agonistica, Sanchez può inoltre ricordare un idolo indimenticato come Tevez, con la differenza che il Niño Maravilla sia più agile e ‘camaleontico’ nascendo come attaccante di fascia.
L’operazione è economicamente complessa in quanto il club di Wenger che sborsò per Sanchez quasi 50 di milioni di euro non vorrebbe fare una minusvalenza: questo il motivo del rifiuto ad una prima offerta bianconera di circa 35 milioni, ma l’offensiva andrà comunque avanti potendo la Juve contare sul desiderio dell’ex Barcellona di venire a giocare con i campioni d’Italia. Dall’Inghilterra rimbalzano tra l’altro notizie rassicuranti: l’interesse dell’Arsenal per Lacazette e Draxler, del resto, non fa che rendere possibile un ritorno di Sanchez in Serie A. Se poi la Juve dovesse ricevere tanto denaro dalla vendita di un big…