ALESSANDRO PAPARELLA
Nemo propheta in patria. A volte è proprio vero, sicuramente lo è nella storia personale di Graziano Pellè, che evidentemente non ha l’Italia nel proprio destino. Dopo un lungo peregrinare lontano dalla patria, prima in Olanda poi in Inghilterra, sembrava finalmente essere arrivato il suo momento di gloria con la maglia numero 9 della Nazionale.
Quella di Pellè è stata però una favola con la data di scadenza.
Il rigore sbagliato contro la Germania (e soprattutto lo strafottente gesto del cucchiaio mimato dinnanzi a Neuer) lo ha portato ad essere inviso a tutto (o quasi) il popolo italiano. Difficilmente nella storia si è visto un calciatore passare dall’indifferenza alla gloria e dalla gloria all’imputazione in così poco tempo. Fatto sta che Pellè ha trovato ben presto un modo per consolarsi. E’ di oggi la notizia della sua firma con i cinesi dello Shandong Luneng, che per strapparlo al Southampton hanno sborsato circa 15 milioni di euro. Pellè era in scadenza nel 2017 e sia il Milan che il Chelsea di Conte si erano informate sul suo conto. I cinesi però hanno messo sul piatto un’offerta decisamente fuori mercato al giocatore, che percepirà circa 38 milioni di euro fino al dicembre 2018, diventando di conseguenza il giocatore italiano più pagato al mondo. In Europa per guadagnare questa cifra avrebbe probabilmente dovuto giocare fino a 45 anni (ne compirà 31 venerdì).
Salvo ripensamenti, Pellè tornerà nel dimenticatoio, difficilmente Ventura infatti lo prenderà in considerazione per il prossimo ciclo della Nazionale. Questa volta però non potrà incolpare il calcio italiano di essersi dimenticato di lui. E’ stata una sua scelta, di cui si assumerà oneri e onori. Un po’ come quando ha sciaguratamente deciso di fare lo spavaldo di fronte a Neuer.