Milan, ora è un testa a testa

Posted By on Dic 5, 2016 | 0 comments


Francesco Maiocchi

Il Milan si può godere 7 giorni pieni al secondo posto in attesa del testa a testa di lunedì prossimo contro la Roma. I rossoneri non sono belli, ma sanno soffrire. In questa stagione le partite più dure sono arrivate contro le piccole. Udinese, Pescara, Palermo, Empoli e Crotone hanno messo in difficoltà i ragazzi di Montella che però hanno perso solo con i friulani. Il Milan contro le difese chiuse fatica visto il giro palla lento e si affida agli sprazzi dei singoli. Complice la pessima giornata di Niang, è Suso che deve cambiare la partita e le azioni pericolose si sviluppano tutte sull’out di destra. La forza di questo Milan è tutta nella testa e nel gruppo. Lo scorso anno, come ha ricordato Galliani nel post partita, erano partite da punti persi, ma non quest’anno. Il Milan resta infatti concentrato sull’obiettivo e non si arrende mai. Ognuno è fondamentale, anche chi gioca poco e non è un caso che i gol arrivino proprio da quelli che appena un mese fa erano considerati flop di mercato. In questa partita c’è poca tattica visto che il Crotone ha rinunciato al gioco già nel primo tempo. I rossoneri impostano basso e sfruttano al meglio le poche occasioni che riescono a creare tra fasce e calci piazzati. Montella pian piano cambia gli uomini, ma non abbandona mai il suo 4-3-3. Con l’ingresso di Luiz Adriano sposta Suso interno e dopo ancora lascia la creazione ad Honda. Alla fine sono due disattenzioni dei pitagorici a decidere il match, ma alcuni episodi lasciano parecchi spunti. Una cosa non notata dai più è il cambiamento di Abate. Ora capitano al posto di Montolivo sembra aver trovato nuovi stimoli rispetto alle passate stagioni. Ora morde le caviglie e quell’urlo per un calcio d’angolo non assegnato testimonia un cambiamento radicale rispetto all’Abate di 12 mesi fa. Altro spunto è la lite tra Niang e Lapadula per calciare il rigore. Entrambi hanno tanta voglia, ma prima arriva il gruppo. Ancora una volta è Lapadula a testimoniarlo nel post gara scusandosi pubblicamente con il francese per quella lite. Montella sta facendo miracoli, ma i suoi meriti più che essere tattici sono per aver esorcizzato il diavolo.

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