di Alessia Fratarcangeli
Si scrive Real Madrid, si legge Cristiano Ronaldo. L’urna di Nyon non ha pietà per il Napoli di Sarri e gli affida una delle tre seconde classificate più temibili in assoluto. E all’improvviso tutta quell’esaltazione per la qualificazione agli ottavi svanisce e il far parte della top 16 continentale diventa una magra consolazione.
Per affrontare il Real Madrid non c è bisogno della paura; è la prima cosa che deve essere accantonata. Le paure si isolano e si superano, altrimenti si è già sconfitti in partenza. Gli uomini di Sarri non sono propriamente abituati a match di questo genere ma c’è una prima volta per tutti, anche per vincere, per battere i campioni in carica. L’impresa è ardua, praticamente impossibile, ma è il campo a dettare legge e solo sul campo ci saranno vincitori e vinti. Inutile dire che per battere la corazzata di stelle di Zidane ci vuole un Napoli più che perfetto: questo lo sa Sarri, ma lo sanno anche i giocatori. Ci sarà tempo per recuperare gli acciaccati e studiare fino alla nausea le mosse dei merengues. Il lavoro dovrà essere minuzioso: il Real più volte ha cambiato assetto tattico in questa prima parte di campionato, alternando il 4-3-3 al 4-2-3-1. Ergo è un gruppo molto duttile, capace di cambiare ‘pelle’ in base alle necessità. È un gruppo plasmato a immagine e somiglianza di Zidane, con carattere e determinazione dal primo all’ultimo minuto. I blancos potrebbero ancora essere orfani di Gareth Bale. Sarebbe già un problema in meno di una lunga serie. Ma se non c’è Bale, nessun problema: c’è una rosa intera che fa invidia alle squadre di tutto il mondo. Sergio Ramos, l’uomo del 90esimo, Alvaro Morata, Casemiro, Benzema, Modric, Isco, Pepe, Toni Kroos, Marcelo: sono nomi che fanno tremare le gambe. Tirando le somme loro sono una squadra piena di campioni, un club vincente su ogni fronte, perfetti sotto ogni punto di vista, prima nella Liga, il giocatore più forte al mondo milita tra le loro fila; insomma, una macchina perfetta. Praticamente una partita persa in partenza. Ma il calcio insegna che non vince sempre il più forte. Il miracolo potrebbe essere sempre dietro l’angolo. Basti pensare al fatto che il grandissimo Real è arrivato comunque secondo nel suo girone, dietro il normale (ma non troppo) Borussia Dortmund. Starà al Napoli sfidare la propria sorte e prendere le redini del proprio destino: giocarsela con qualsiasi mezzo oppure darsi già per vinti e rinunciare a lottare?