Giacomo Nannetti
È il 19 aprile 2003 e allo stadio Delle Alpi va in scena il posticipo tra Juve e Roma. Le due squadre arrivano in posizioni di classifica totalmente diverse: la Juve vuole mantenere il distacco sull’inseguitrice Inter per la corsa allo scudetto, mentre la Roma si trova imbrigliata nella lotta a metà classifica per un posto in coppa UEFA. Entrambi gli allenatori optano inizialmente per il 4-4-2. Lippi schiera: Buffon; Thuram,Ferrara,Tudor,Birindell; Davids,Tacchinardi,Nedved,Camoranesi; Del Piero,Di vaio. Capello risponde con: Pellizzoli tra i pali, linea difensiva con Panucci, Zebina, Aldair e Cufrè; in mezzo al campo agiscono Emerson, Dacourt, Tommasi e Lima; mentre il tandem offensivo è formato da Montella e Totti.
I padroni di casa vogliono rispondere subito alla vittoria pomeridiana dell’Inter e dopo appena 11 minuti la Juve ha già bussato per due volte alla porta di Pellizzoli. La Roma cerca di non passare da “vittima scarificale” e così in più occasioni si fa vedere in area bianconera. Ma è comunque la Juve a passare grazie a Pavel Nedved, che sgambettato in area, guadagna calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Del Piero, a secco da più di 2 mesi, che non sbaglia. Solo 9’ più tardi il solito Nedved, l’uomo più in palla di Lippi, si libera sulla fascia destra, mette un cross rasoterra per Del Piero che con una gran botta di sinistro porta a due i gol di vantaggio dei bianconeri. Allo scadere del primo tempo la Roma accorcia le distanze grazie ad un alleggerimento sbagliato di Nedved che serve Totti, che di prima intenzione appoggia per l’areoplanino Montella: è 2-1. Nella ripresa non ci sono altre emozioni dal punto di vista realizzativo, la partita diventa maschia con molti scontri fisici a centrocampo. Il confronto termina 2-1 con la Juve che rimane a+6 sull’Inter.