Nicola Ciacciarelli
Vince la Juve. Non una novità. Segna Higuain e neanche qui nulla di nuovo. La rete dell’argentino però, stavolta, non è di rapina, ma di forza e potenza. Rabbia e voglia. Il contrasto sulla trequarti vinto con De Rossi rappresenta in pieno lo stile di una squadra che quando la gara è sporca non tira indietro la gamba, lascia il fioretto e si affida alla spada. E lo fa anche El Pipita, ormai integrato alla perfezione nel mondo Juve. L’argentino lotta per il pallone con il capitano giallorosso e glielo espropria senza chiedere permesso. La difesa di Spalletti è piazzata, ma Gonzalo la punta. Finta e Manolas evitato, tiro violento ed 1-0.
C’è sofferenza nella gara della Juve. Almeno per dieci minuti abbondanti la porta di Buffon è cinta d’assedio. Serve un provvidenziale Rugani per impedire a Fazio di girarsi nell’area piccola e trovare il punto dell’uno a uno. Sì, Juve-Roma è la prova di maturità dell’ex Empoli. Cancellato Dzeko e con lui le rimanenti perplessità su un ragazzo sempre di più al centro del progetto bianconero. Senso della posizione, concentrazione e dedizione. Un po’ le stesse armi di Stefano Sturaro. Prova da autentico”sabotatore” della mediana avversaria. Pressing, occupazione degli spazi e giocate intelligenti al servizio della squadra. Gara di carattere la sua, come quella della Juve tutta.