Lazio, che mercato è? Solo cessioni

Posted By on Feb 2, 2017 | 0 comments


Marco Marini

Vendere per comprare. E’ stata questa la frase ricorrente in casa Lazio durante il mese di gennaio in cui, la società non ha concluso praticamente nulla in entrata.

Si era avvicinato El Ghazi dell’Ajax, ma poi è sfumato. In uscita si è mosso qualcosa, ma la cessione di Djordjevic non si è concretizzata. Continua poi la tensione con Alvaro Gonzalez, ormai fuori rosa, che chiede la risoluzione e molto probabilmente si rivolgerà alla Fifa.

Rinnovi – Biglia e De Vrij sono ancora al centro delle attenzioni per il possibile rinnovo del contratto. Buone notizie arrivano dall’argentino che, nonostante tutte le critiche che gli sono piovute addosso durante questo periodo, sembra aver trovato un accordo con la società e molto presto dovrebbe firmare il contratto. Situazione differente per l’Olandese che, nonostante le continue smentite, sembra sempre più lontano dalla Lazio. Direzione Inghilterra? Questo è ancora da vedere. Infine, la società deve risolvere anche la grana Keita, anche lui al centro delle attenzione per la questione rinnovo.

 

Cessioni – Possiamo dire che la Lazio si sia mossa solamente in questa direzione. Ha ceduto Kishna al Lilla in prestito oneroso con riscatto fissato a 12 milioni. Bene, dal momento che l’olandese era costato 6 milioni. Oltre a questo giocatore, sono andati via Vinicius, girato definitivamente all’Aek Atene e Morrison, girato in prestito con riscatto al Qpr. Il 30 gennaio, intanto, era stato ceduto Leitner all’Augsburg per quasi 2 milioni mentre, precedentemente, Cataldi era stato dato in prestito al Genoa.

 

Acquisti – Inzaghi chiedeva un vice-Immobile. Proposto Alessio Cerci, la Lazio ha preferito declinare. L’unico arrivo, se così può essere considerato, è quello del baby centrocampista classe 99, Abukar Mohamed. Nato in Somalia ha anche il passaporto finlandese. Farà la spola tra Primavera e prima squadra.

 

Voto 5: Ogni volta lo stesso leit-motive: nessun rinforzo per poter provare ad essere più competitivi con le rivali per un posto in Europa.

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