Nicola Ciacciarelli
Vince il Napoli, passa la Juve. Il 3-2 del San Paolo è sconfitta indolore per Madama che, forte del 3-1 dell’andata, ottiene la terza finale consecutiva di Coppa Italia. I bianconeri sono apparsi meno rinunciatari rispetto al match di campionato, controbattendo colpo su colpo alla spinta partenopea. A complicare i piani di Allegri un errore da penna blu di Neto che ha lasciato campo libero al neoentrato Mertens, consegnandogli su un piatto d’argento il gol del 2-2. L’inerzia, tutta per i bianconeri dopo il 2-1 firmato Higuain, è tornata dalla prte degli azzurri. Juve in affanno e colpita nuovamente a sinistra dove si è sviluppata l’azione del 3-2 firmato Insigne. Juve presupponente e costretta, dunque, a riguadagnarsi la qualificazione. Utile in tal senso l’ingresso di Barzagli che, con Bonucci e Benatia, ha chiuso ogni spiraglio ai padroni di casa. Spentosi l’ardore napoletano, i campioni d’Italia hanno amministrato il punteggio fino alla fine.
Inutile nasconderlo. Nella sera in cui aveva i fari puntati Gonzalo Higuain ha risposto presente. Il ragazzo di Brest, galvanizzato dai fischi dell’intero San Paolo, ha bussato due volte alla porta di Pepe Reina. Niente esultanza, solo messaggi non troppo criptici verso la tribuna, lì dove è di casa Aurelio De Laurentiis, evidentemente responsabile (secondo El Pipita) dell’addio. La vendetta dell’argentino è compiuta. Quattro reti da ex in quattro partite. Al centro di ogni azione offensiva dei bianconeri Higuain ha mandato fuori giri Chiriches. La prima rete è precisione. Il destro con cui trafigge Reina (in ritardo) assomiglia al gol vittoria del derby. Anche in quel caso palla sotto le gambe del difendente e poi in rete. Nel secondo c’è tutta la capacità di saper occupare bene gli spazi in area di rigore. Coadiuvato da Cuadrado Higuain trova lo spazio per poter insaccare. Conclusione centrale, ma alta e potente sotto la traversa. A poco più di un mese di distanza dall’ultimo centro, El Pipita è tornato. Ha chiuso i conti con il passato e si è preso il presente. Quello a tinte bianconere.