Alla faccia di Muller

Posted By on Ago 8, 2017 | 0 comments


Alessandro Nardi

Lo scorso anno il fuoriclasse tedesco, dopo una partita contro San Marino, criticò il sistema che permetteva a squadre di un rango poco nobile di appartenere ai professionisti. Il discorso valeva anche per Cipro e se pensiamo a quell’isola di certo non pensiamo al calcio. La sua nazionale non si è mai qualificata per i mondiali né per gli europei e spesso ha rimediato delle figuracce. Anche nelle coppe le sue squadre venivano eliminate al primo turno, ed a parte risultati estemporanei (come il 2-0 al Athletic Bilbao da parte dell’Anorthosis nel primo turno della coppa Uefa del 1994\95) si contano molti 9-0, 10-0 e addirittura un 16-0 nei confronti delle squadre cipriote. Da un decennio a questa parte però qualche cosa è iniziato a cambiare. Ne sa qualcosa l’Italia, che li affrontò nelle qualificazioni ai mondiali del 2010 dove soffrimmo in entrambi i confronti (1-2 con doppietta di Di Natale e 3-2 grazie alla tripletta di Gilardino dopo essere andati in svantaggio per 0-2). Da quel momento ci fu una crescita esponenziale. Nelle qualificazioni ad Euro 2016 ha collezionato ben 12 punti, distante solo di cinque dalla Bosnia che disputò gli spareggi ed uno da Israele. Inoltre si sono tolti la soddisfazione di vincere una gara con entrambe le nazionali citate (entrambe in trasferta ed entrambe per 1-2), il Galles invece ha dovuto sudare le proverbiali “sette camice” per avere la meglio nei due match (2-1, 0-1 con gol di Bale al 82’), ed il Belgio stesso a Nicosia l’ha spuntata solo per 0-1 (Hazard 86’). In quel girone il capocannoniere cipriota fu Omar Damari: che siglò lo stesso numero (5) di gol di Hazard e De Bruyne e due in meno di Dzeko e Bale. Numeri che la dicono tutta su quanto fosse competitiva quella squadra. Ad oggi per fa crescere maggiormente il movimento si punta molto sulla “stellina” della Juventus Grioris Kastanos: centrocampista classe ’98 che ha già collezionato 8 presenze con la sua nazionale e lo stesso numero nel nostro campionato (esordendo il 28 gennaio 2017 a San Siro contro l’Inter) dato che è stato girato in prestito al Pescara. Nelle qualificazioni ai prossimi mondiali, dopo aver perso con Belgio e Grecia, Cipro ha battuto due volte Gibilterra e pareggiato con l’Estonia. A crescere però non c’è solo la nazionale, ma anche le squadre di club: nel 2012 l’Apoel, compì un’impresa raggiungendo i quarti di finale di Champions dopo aver eliminato lo Slovan Bratislava nel preliminare ed essere sopravvissuti ad un girone con Porto,Shaktar e Zenit, dove loro dovevano essere delle semplici comparse. Negli ottavi hanno eliminato il Lione e nei quarti (pur venendo eliminati in due partite senza storia) hanno avuto la soddisfazione di calcare il campo del Santiago Bernabeu. Il fatto che questo non sia stato un exploit lo dimostrano le belle prestazioni di queste squadre negli ultimi anni: il Lorenca, che lo scorso anno eliminò nei preliminari di Europa League lo Spartak Mosca, l’Anorthosis che nella Champions del 2008 eliminò il Rapid Vienna al preliminare riuscì a strappare due pareggi al Werder Brema, uno all’Inter (3-3) ed a sconfiggere l’Olimpiakos con un 3-0 che non ammise repliche. Il movimento cipriota continua a crescere ed è riuscito a portare tre squadre alle porte dell’Europa. Il solito Apoel, che dopo aver superato i romeni del Fc Viitorul se la vedrà con lo Slavia Praga per l’accesso ai gironi di Champions, mentre l’Apoll e Aek Larnaca dopo aver sorpassato rispettivamente Aberdeen e Dinamo Minsk sperano di accedere al tabellone dell’Europa League. Probabilmente nessuna di queste squadre vincerà mai un trofeo (anche se è bello credere che succederà) ne riusciranno ad accedere alla fase finale, ma la crescita avvenuta in queste stagioni non può e non deve lasciare indifferente il presunto “mondo nobile” del calcio. Alla faccia di Muller.

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