La rivincita di Eusebio.

Posted By on Ott 2, 2017 | 0 comments


(di Gianluca Guarnieri) Rivincite. Capitano nella vita privata ed in quella professionale. Capitano nella vita di un tecnico, stimabile e perbene. Rivincite che piano piano si sta prendendo Eusebio Di Francesco, dopo un inizio stagione non semplice, anzi particolarmente complicata. Giunto nella capitale al posto di un allenatore affermato come Luciano Spalletti (ma di difficile carattere…), Di Francesco ha dovuto subire critiche pesanti (e non troppo giuste…) dopo un precampionato a luci alterne e un inizio di torneo altalenante. Vinta la prima a Bergamo, soffrendo nella parte finale di gara, era giunta la sconfitta interna proprio contro l’ex Spalletti, nonostante una buona prova della squadra giallorossa, con ben tre pali all’attivo e un rigore, piuttosto netto, negato a Perotti. Di Francesco si è sentito probabilmente in una ipotetica centrifuga, sballottato di qua e di là soprattutto sui “social network”, incapaci di attendere gli inevitabili progressi tecnico-tattici di un fresco noviziato. Una pressione niente male, al quale il tecnico giallorosso ha risposto con invidiabile compostezza e un impegno costante, e i risultati sono arrivati. Un primo segnale durante la gara di Champions League contro l’Atletico Madrid dove il tecnico abruzzese ebbe l’abilità ed il raziocinio necessario di cambiare modulo per arginare la pressione degli iberici, passando dal 4-3-3 canonico, ad un più prudente 5-3-2 (3-5-2 quando la Roma era in possesso di palla…). Un sintomo di adattabilità e capacità di lettura, in barba ad un’accusa di “zemanismo” francamente priva di fondamento. Da lì una striscia positiva con ben 5 vittorie consecutive (4 in campionato, una in Champions League) con ben 14 goal realizzati e soltanto 2 incassati, con la ciliegina sulla torta della vittoria di San Siro sul Milan del vecchio amico Montella. Non male, anche per i nostalgici di Spalletti. La dimostrazione di competenza e cultura tattica, che tanto lo avevano fatto apprezzare a Sassuolo. Ora 2 settimane di attesa, fino al “Big match” con la capolista Napoli e il suo nocchiero Sarri e al seguente scontro in Champions con il Chelsea di Antonio Conte. Due “turning point” per la stagione romanista. Ma ora Di Francesco potrà giocarseli con una consapevolezza tutta nuova, guardando avanti e senza i fantasmi di un passato recente, ora decisamente archiviati.

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