La giunca spallettiana e la tappa veronese

Posted By on Ott 30, 2017 | 0 comments


di Elia Faggion

 

È cambiata la corrente, sono cambiati gli equilibri. Il timoniere della giunca interista ha imboccato il flusso amico, evitando virtuosamente la risacca occultata dall’ingannevole ansa partenopeo-doriana. Superati i timori ed i perigli di quelle giornate ambigue e tumultuose, ecco spalancarsi un confortevole tratto rettilineo.

Verona infonde quasi sollievo, data l’apparente innocuità, ma sfidarla con sufficienza e superficialità potrebbe risultare fatale. I pericoli a volte non si notano a prima vista, e questo il timoniere interista lo rammenta bene. Anzi, se c’è una cosa che egli teme è proprio questo tipo di tratta: così silenziosa, invitante, accogliente. Quasi distraente.

In contesti come questo, è difficile tenere alta e costante la tensione dell’equipaggio. Soprattutto se è un equipaggiorecidivo, che per carità, lavora da Dio, quando lavora.. il fatto è che la tendenza è quella di abbandonare le faccende a metà strada. È per questo che la tappa veronese è di estremo interesse: ci dirà molto sull’affidabilità di questo sorprendente equipaggio interista.

Un tempo si soleva sostenere che le giunche cinesi non potessero attraversare l’oceano (colossale e confutata fandonia). Di certo per attraversarlo, però, l’attenzione deve essere totale, dal varo all’approdo. Vedremo se sarà così.

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