Juve, troppa paura

Posted By on Nov 23, 2017 | 0 comments


Nicola Ciacciarelli
La Juve che strapazzò il Barcellona della MSN è ormai un pallido ricordo. A Torino, sette mesi dopo, va in scena una copia sbiadita di quella squadra. Impaurita e timida. Lo 0-0 è risultato tutt’altro che disonorevole, ma serve a poco nell’economia della qualificazione che il popolo bianconero spera sia solo rimandata alla gara del Karaiskakis con l’Olympiakos tra due settimane.
Contro i blaugrana, inizialmente senza Messi, Allegri opta per un inedito 3-4-3 con Alex Sandro e Cuadrado a fare gli esterni di centrocampo. Il loro compito è prettamente difensivo e quando hanno palla difficilmente raggiungono il fondo. Il possesso ospite irretisce gli uomini di Allegri che mantengono un baricentro bassissimo. Il Barcellona ha meno sbocchi e meno opportunità, ma agli uomini di Valverde sta bene così e non forzano mai la giocata per gli interi 90 minuti. Sembra di scorgere del timore reverenziale nell’atteggiamento bianconero. Difficile intuire le intenzioni di Allegri e i suoi. Una gara da vincere richiedeva maggior coraggio. Alzare il pressing ed oscurare le linee di passaggio avversarie. Ma la Juve, momentaneamente, scarseggia di lucidità mentale e, forse, anche fisica. Reparti sfilacciati, perchè non ben collegati tra loro e quando il recupero palla tarda ad arrivare tutto diventa più difficile. Per fortuna il trio difensivo Barzagli-Benatia-Rugani prende le misure a Suarez prima e Messi dopo e il Barcellona spaventa relativamente lì davanti.
In fase di possesso a non funzionare è un po’ tutto. A partire dal trio offensivo. Douglas, Dybala ed Higuain giocano l’uno lontanissimo chilometri dall’altro. Servirebbero cambi di gioco, ma arrivano con il contagocce e solo nel finale. Mentre a Khedira manca il passo per inserirsi e Pjanic tarda lo scarico ai compagni, appena ricevuta palla. Genova non è dimenticata. La Juve è timida, sin troppo. Allegri può ripartire, però, da una solidità difensiva ritrovata. Con la linea a tre. Casualità o no? Il tempo lo dirà.

Submit a Comment