Nicola Ciacciarelli
Quella della Juve è una resa quasi incondizionata. Troppo Real, soprattutto troppo Cristiano Ronaldo e, a meno di clamorosa impresa al Bernabeu, la Signora saluta con 90 minuti d’anticipo l’Europa.
Allegri pesca dal cilindro Bentancur (al posto dello squalificato Pjanic) e un inaspettato 4-4-2. La mossa non è delle più azzeccate. Infatti le due ali, Douglas Costa ed Alex Sandro, fanno fatica a stringere e lasciano la Juve in inferiorità numerica nella parte nevralgica del campo. Kroos e Casemiro, con l’aiuto di Modric, la fanno da padroni sovrastando l’inesperto uruguagio, mentre non basta la prova di un volitivo Khedira a reggere l’urto. L’avvio di gara mostra una Juve spaurita, in balia di un Real conscio della sua superiorità. Eppure incassato l’iniziale svantaggio i bianconeri reagiscono. Il torto di Madama è quello di non capitalizzare, di affrettare la giocata nel momento meno opportuno e non riuscire a riempire l’area come servirebbe. Cross sgangherati a volte, o preda della retroguardia madrilena, perchè negli ultimi sedici metri c’è solo Higuain. Le numerose palle recuperate nella metà campo spagnola non si trasformano in palle gol pulite, anche per un veloce recupero delle posizioni da parte dei difendenti ospiti. I torinesi fanno fatica a vincere gli uno contro uno e così non stupisce che non ci siano spazi per conclusioni da fuori o traversoni pericolosi. All’appello manca la stoccata del campione, il tocco imprevedibile che possa cambiare l’intera serata. Quel che dall’altra parte fa Cristiano. L’impressione è che servirebbe un cambio di marcia, forze fresche dalla panchina. Stavolta Allegri rimane attendista e il Real lo castiga. Il Madrid logora l’avversario anche non affondando. Possesso del pallone per vie orizzontali ed il nemico è costretto a rincorrere e sprecare preziose energie. E se il portatore di palla si libera della stessa entro un paio di secondi o meno tutto diventa ancor più difficile. Calano le energie, sale il nervosismo. Dybala docet.
I 90 minuti dell’Allianz Stadium evidenziano differenze palpabili tra le due squadre. Non tanto, o non solo, negli uomini, ma nell’approccio alla gara. Il Real mostra sicurezza nel proprio gioco, consapevole della sua grandezza, quasi oltre i confini dell’arroganza, però senza mai sfociare in strafottenza. La Juventus di ieri è una formazione snaturata, con un modulo quasi mai visto in questa stagione e la presenza di alcuni uomini forse a fine corso con questa maglia (vedi Alex Sandro). Di buono c’è che ora i bianconeri, espletata la pratica Bernabeu, potranno concentrarsi esclusivamente sul campionato, provando ad amministrare i quattro punti di vantaggio sul Napoli. Lì rese non sono previste.