Juventus, dieci e lode

Posted By on Ott 7, 2018 | 0 comments


Nicola Ciacciarelli
Dieci su dieci tra campionato e coppe. Quello della Juventus è un inizio perfetto, privo di sbavature, da dieci e lode. Non fa eccezione la trasferta di Udine, dove la Juve conferma una paurosa (per gli avversari) consapevolezza nei propri mezzi. Il 2-0 non fotografa esattamente il dominio assoluto dei campioni d’Italia che concluderanno per ben 21 volte verso la porta friulana ed in sedici occasioni nell’area di rigore avversaria.
Con il ritorno di Ronaldo , dopo il riposo forzato in Champions, Allegri ripropone il trio d’attacco formato dal marziano portoghese, Dybala e Mandzukic. L’argentino agisce dietro le punte e proprio da un suo spunto nasce l’azione del primo gol, quello di Bentancur. La Joya sta dimostrando una qualità che non tutti gli riconoscevano: la capacità di vincere contrasti con avversari più fisici. Il che apre la strada alla Juventus per interessanti contropiedi e maggior spazio di manovra. Infatti, una volta vinto il duello con il centrocampista di turno, Dybala ha la velocità per seminare avversari che provano a rimontarlo ed ha un’ampia gamma di scelte: lo scarico a Cancelo (come ieri alla Dacia Arena), l’imbucata per Mandzukic o affidarsi alla famelicità di CR7.
Lo strapotere juventino è tecnico e fisico. L’atteggiamento piuttosto rinunciatario dei friulani consente ai torinesi di cingere d’assedio la porta di Scuffet e, ogni qualvolta gli uomini di Velazquez provano a mettere il muso fuori, la Juve è brava nell’occupare le linee di passaggio. L’isolamento di Lasagna consente alla Juventus di mantenere Cancelo alto, lasciando ad Alex Sandro l’incombenza di ripiegare e dare una mano alla coppia Bonucci-Chiellini, che vive una giornata relativamente tranquilla.
L’occasionissima di Lasagna in apertura di ripresa convince la Juve che è meglio tornare a difendersi attaccando e gli ospiti tornano a stazionare nella metà campo avversaria. L’autorevolezza con il quale la squadra di Allegri conduce le partite sembra ancor più accentuata rispetto alle seppur vincenti sette annate precedenti. Undici giocatori in costante movimento consentono una maggior fluidità di manovra e più facilità nel raggiungere gli ultimi sedici metri. Non solo, l’impressione è che la Juve stia in ottime condizioni fisiche e la presenza di Ronaldo sia da sprone per tutti gli altri dieci. L’iperattività di Cristiano per gli interi 90 minuti mantiene viva e concentrata anche tutta la squadra. Alla sosta per le nazionali il rendimento della Signora è immacolato. Un rendimento da dieci e lode.

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