Pasquale Pollio
La Salernitana, con il sesto risultato utile consecutivo, attacca la vetta della classifica portandosi al terzo posto, seppur in condominio con il Verona, a soli tre punti dalla capolista Pescara.
Dopo la vittoria, poco convincente, con il Perugia all’Arechi, i granata erano attesi da tre incontri ravvicinati rilevanti per il prosieguo del campionato.
Nella prima sfida allo Scida, Colantuono ha deciso di confermare l’assetto tattico vincente della gara precedente, un 3-4-1-2 con Mazzarani trequartista alle spalle della coppia d’attacco formata per
l’occasione da Bocalon e Jallow.
I granata con una prestazione convincente hanno costretto i calabresi a rincorrere nel secondo tempo, per arrivare ad un pareggio che è costato la panchina al tecnico Stroppa.
Nell’ottica del turnover, visto gli impegni ravvicinati, il tecnico ha modificato la formazione e l’assetto tattico per la sfida contro il Livorno, tornando al 3-5-2, ma con un importante novità, l’utilizzo di
Di Gennaro a cui sono state consegnate le chiavi del centrocampo, ed il giocatore non ha deluso le attese sfoderando una prestazione maiuscola che ci ha ricordato l’ultimo splendido campionato disputato a Cagliari che portò alla promozione della squadra sarda nella massima serie.
I granata hanno liquidato i toscani con un netto 3-1 con una doppietta di Bocalon, giunto alla sua quarta segnatura, capocannoniere della squadra, che si sta ritagliando uno spazio importante in un reparto affollato e di grande qualità.
Ora la trasferta di Venezia ci dirà se i granata hanno raggiunto una maturità tale da poter puntare alla testa della classifica, perché l’ennesimo risultato positivo consacrerebbe la Salernitana nell’elité del campionato cadetto, campionato che questa settimana è stato confermato a diciannove squadre dal primo Consiglio Federale presieduto dal neo Presidente Gravina, in attesa che il Consiglio di Stato scriva la parola fine ad una storia che ha ridicolizzato il calcio italiano.