Giovanni Rosati
Due reti nel primo quarto d’ora, una ad inizio ripresa e altre due nei minuti di recupero. La semplicità con la quale questa Inter ha superato il Genoa nel primo anticipo di questa 11^ giornata di Serie A rispecchia appieno sia il momento delle due squadre che quello “da Re Mida” di Spalletti.
Il pokerissimo – Sarà stata la partita giocata contro il Milan solo mercoledì scorso, saranno state alcune assenze importanti come quella di Criscito, sarà stato l’uno-due rifilatole dai nerazzurri dopo un solo quarto d’ora: eppure dall’unica squadra riuscita a fermare i campioni d’Italia della Juventus ci si sarebbe potuti aspettare di più. E invece al rientro dall’intervallo arriva il terzo sigillo, e nell’overtime i rossoblù mollano psicologicamente al punto di subire altre due reti nel giro di due soli minuti. Sulla scelta di Preziosi di cambiare rotta sulla panchina del Grifone non si placa la polemica – d’altronde Juric ha totalizzato due punti in quattro gare, mentre Ballardini ne aveva fatti dodici in sette – ma è quella nerazzurra che sembra quasi esser divenuta magica.
Re Mida – Soprattutto nelle sue esperienze passate, Spalletti è stato in più occasioni criticato di puntare forte solamente su un numero molto ristretto di giocatori, escludendo di fatto senza appello i giocatori considerati riserve. Oggi, invece, il tecnico ex-Zenit ha invertito completamente la rotta e si trasformato in uno degli allenatori più efficaci nel recuperare psicologicamente giocatori all’apparenza fuori progetto. È successo già nella seconda esperienza a Roma, ad esempio con Emerson, ma è quest’anno che la sua nuova qualità ha raggiunto il livello più alto. Ieri ha lasciato fuori dall’undici titolare giocatori come Vrsaljko, Asamoah, Vecino e Icardi, ma è proprio dai sostituti che è arrivato un apporto decisivo per il trionfo finale. Hanno giocato una partita complessivamente positiva i due terzini D’Ambrosio e Dalbert – e, soprattutto per il secondo, non era possibile dare questo fatto per assodato – mentre Gagliardini ha addirittura trovato la prima doppietta della sua intera carriera. Le altre reti sono arrivate da Politano, spesso in ballottaggio con Candreva in questa stagione, ma soprattutto dal quasi-dissidente Joao Mario e da Nainggolan, subentrato a soli 3’ dalla fine per sondare la propria condizione al rientro dall’infortunio in una partita vera prima di decidere se lanciarlo contro il Barcellona. A parte lo sfortunato Lautaro, qualsiasi cosa toccasse ieri Spalletti si è effettivamente trasformata in oro.
Sale a ben undici la serie di sfide consecutive tra Inter e Genoa vinta dalla squadra di casa: con o senza Re Mida sulla propria panchina, l’Inter dovrà incominciare a preoccuparsi per la partita di ritorno al Ferraris…