Pasquale Pollio
Un Cagliari in salute, sette punti conquistati nelle ultime tre gare, si è presentato all’Allianz Stadium con l’intenzione di mettere in difficoltà la corazzata bianconera, ma i precedenti tra le due compagini vedevano nettamente avanti i bianconeri, che nelle trentasette partite disputate in terra piemontese hanno collezionato ventuno vittorie, quattordici pareggi e solo due sconfitte, la prima ai tempi del grande Cagliari di Gigi Riva e la seconda nel lontano 2009 quando sulla panchina rossoblù sedeva proprio Max Allegri.
Naturalmente sulla carta si trattava di un match dal pronostico scontato, visto la differenza dei valori in campo, ma sino ad ora la Juventus aveva sofferto proprio con le squadre di livello inferiore, quindi il tecnico Maran ha deciso a giocarsi la sfida a viso aperto, non avendo niente da perdere, con la conferma dell’assetto tattico delle ultime tre gare, difesa a quattro ed utilizzo di Castro trequartista con Joao Pedro e Pavoletti di punta, anche perché difendersi in dieci dietro la linea della palla per novanta minuti sarebbe un suicidio visto le potenzialità offensive della Juventus.
I rossoblù hanno disputato una gara importante, mettendo in difficoltà più volte i bianconeri, rischiando di pareggiare nel finale poco prima dell’ultimo contropiede orchestrato da Ronaldo e Cuadrado che ha chiuso definitivamente l’incontro.
Resta la prestazione che certifica la crescita costante degli uomini di Maran che continuando così potrebbero disputare un campionato diverso da quello programmato