Francesco Morasso Alla fine di una partita tiratissima e combattuta, l’urlo di Alessio Romagnoli consegna al Milan tre punti la cui importanza va al di là del mero fattore numerico: forse per la prima volta in stagione la squadra ha saputo soffrire e stringere i denti per tutti i novanta minuti, ribattendo colpo su colpo ai friulani che avevano impostato una partita cattiva tutta fondata sulla corsa e sull’agonismo, senza cedere mai un metro e gettando alla fine il cuore oltre l’ostacolo nel convulso ma esaltante finale.
La squadra ha saputo essere più forte delle tante assenze, di avversari col sangue agli occhi, di un arbitraggio fin troppo permissivo.
Inizia a crescere il rimpianto per almeno 4 punti buttati via con Atalanta ed Empoli, se la squadra avesse giocato con la grinta odierna quelle due partite adesso probabilmente staremmo facendo altri discorsi.
Chiamiamola allora zona Romagnoli, o zona Milan. Alla Dacia Arena, in un finale vietato ai cardiopatici, ci ha pensato ancora lui, Alessio Romagnoli, con un sinistro violento e preciso che ha tirato giù tutto: porta, rete e settore ospiti. È un segnale, c’era voglia di vincere, di portarla a casa, di rimanere aggrappati ad un quarto posto che è ancora lì e che non dovrà mai uscire dai radar milanisti. Una partita che lascia in eredità l’infortunio di Higuain, che verrà valutato nelle prossime ore, che porterà a ore di attesa per capire la reale entità del suo problema. Nella settimana in cui il Milan si gioca buona parte del suo futuro europeo e il big match con la Juventus, non proprio una bella notizia. Ma se non dovesse essere nulla di grave, allora la festa sarebbe piena.
Dopo che anche da questo spazio siamo finiti con il non essere troppo comprensivi descrivendo le sue prestazioni, Udine ha consegnato un nuovo Bakayoko. Il francese ha messo in mostra una grande prova. Sopratutto nel secondo tempo, quando ha preso in mano il centrocampo del Milan, facendogli alzare il baricentro e rubando un sacco di palloni. Adesso servirà continuità di prestazioni, ma sarebbe disonesto dire il contrario. Bakayoko si sta liberando dai freni inibitori, sta capendo cosa serve nel calcio italiano e a Udine, dove il Milan aveva vinto solo due volte negli ultimi 10 anno, si è preso delle responsabilità che mai gli avevamo visto prendersi prima. Da giubilato con il Betis a uomo partita dopo Romagnoli alla Dacia, il passo è stato compiuto. Ora le conferme.
L’altra nota positiva della serata è il fatto che la squadra rossonera, per la prima volta in campionato quest’anno, non ha subito gol. Nello specifico, l’ultimo clean sheet in Serie A dei rossoneri era datato lo scorso aprile contro il Napoli, esattamente da 15 partite consecutive. In stagione, era già capitano solo in Europa League contro il Dudelange.
Il Milan ha vinto le ultime tre partite come detto ma non ha convinto del tutto in tutte le fasi. Il gioco non è migliorato granché dopo il derby, diciamo che al Diavolo di questo periodo è andata bene, ma si è meritato tutto, quindi l’imperativo unico è sfruttare la scia e pedalare!