Inter, nel peggiore dei momenti per ritrovare i giusti binari

Posted By on Feb 3, 2019 | 0 comments


Giovanni Rosati

Quella col Bologna sarà per l’Inter una sfida decisamente importante, tanto a livello psicologico quanto per la classifica, e anzi ancor più per un misto delle due cose. Se da una parte infatti i nerazzurri non potrebbero in nessuno dei casi guadagnare o perdere una posizione, dall’altra la sconfitta potrebbe significare un pericoloso avvicinamento delle inseguitrici che causerebbe un totale stravolgimento dei suoi piani per questa seconda metà di campionato.

Le ultime uscite sono state assolutamente deludenti: uno 0-0 in casa con il Sassuolo e una sconfitta a Torino coi granata, questo lo score del nuovo anno. E per avere un quadro più completo del momento meneghino non ci si può dimenticare della fresca eliminazione in Coppa Italia ad opera della Lazio, trionfatrice nella lotteria dei calci di rigore grazie a un penalty quantomeno discutibile di una delle più grandi delusioni del mercato nerazzurro come Nainggolan.

E non è assolutamente finita qui. Se l’Inter può vantare la miglior difesa del nostro campionato (alla pari della capolista Juve, che ha però ad ora una partita in più), lo stesso non si può dire del suo attacco, addirittura ottavo a quota 31 reti in 21 partite. E il trend è in peggioramento: nelle ultime sette giornate sono arrivati solamente quattro gol, zero nelle ultime due. Sta sensibilmente mancando l’apporto realizzativo di capitan Icardi, che l’anno scorso ha chiuso il campionato a 29 reti da co-capocannoniere e questa volta è fermo a 9 con una proiezione lineare che porterebbe l’argentino all’incirca a quota 16-17.

Ma a mancare è anche l’apporto di gran parte dei suoi compagni, in primis di Perisic. Per il croato non basta descrivere il calo nelle marcature, perché il suo adesso è innanzitutto un caso. Come si comporterà Spalletti con un giocatore che ha chiesto di esser ceduto nel mercato invernale e che invece è rimasto per mancanza di acquirenti? Continuerà ad essere una figura centrale nel progetto nerazzurro, oppure la sua comprovata distanza emotiva dalla famiglia interista gli costerà il posto da qui alla fine? E se anche dovesse riprendere a giocare: sarà in grado di ritrovarsi mentalmente in una situazione del genere e ritrovare quindi anche prestazioni convincenti?

Risultati deludenti, carenza di gol, uomini chiave in difficoltà e ora, al fianco di questi altri fattori ma anche a causa di essi, una panchina traballante. Definire uno scoop l’avvistamento di Antonio Conte nel centro di Milano (dove si trova la sede della Beneamata) è costruire castelli in aria, ma non per questo le voci di un suo possibile futuro in nerazzurro devono esser considerate del tutto infondate. Spalletti sta perdendo punti agli occhi della società e della tifoseria, e quel penalty di Nainggolan, giocatore-emblema del fallimentare progetto del tecnico toscano, ha decisamente aggravato la situazione.

A proposito di tecnici, a San Siro ci sarà il nuovo esordio sulla panchina del Bologna di una conoscenza nerazzurra come Mihajlovic, che all’Inter ha prima chiuso la propria carriera da giocatore vincendo due Coppa Italia e un campionato (a tavolino) tra 2006 e 2008 e poi iniziato quella da allenatore facendo da vice a Mancini nel biennio successivo, quando arrivarono altri due scudetti. Il serbo è il marcatore più anziano della storia del Biscione in Serie A (a 37 anni e 47 giorni): che possa essere di buon auspicio affinché l’Inter ritrovi la via del gol e, con essa, anche i giusti binari.

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