14 anni fa, il derby delle 11 vittorie consecutive…

Posted By on Feb 26, 2020 | 0 comments


 (di Gianluca Guarnieri) 14 anni fa. Un breve lasso di tempo per alcuni, una durata infinita per altri. Le cose tendono a modificarsi, a plasmarsi e deformarsi come per l’effetto di una lente che ha la capacità di alterare quello che l’occhio registra fino al cervello. 14 anni fa Francesco Totti e Luciano Spalletti erano impegnati insieme, in uno dei giorni più belli del loro percorso comune in maglia giallorossa. Quel 26 febbraio 2006 la Roma raggiunse il suo record storico di 11 vittorie consecutive, toccando quel prestigioso traguardo proprio contro la Lazio di Delio Rossi e di Lotito, con il proprio Capitano fermo ai bordi del campo, vicino a Bruno Conti, per via del terribile infortunio subìto 7 giorni prima ad opera del carneade empolese Vanigli. Non era proprio un’impresa semplice, visto che il derby presenta incognite e tensioni, non paragonabili ad altre gare e che la squadra biancoceleste aveva chanche per mettere in difficoltà il team giallorosso. Non fu così poi, con la Roma che riuscì a trovare il vantaggio a fine primo tempo, con un beffardo tocco di testa di Rodrigo Taddei, abile a deviare il corner battuto da Mancini, sotto la Nord che si ammutolì all’istante. Il colpo del Ko nella ripresa con un contropiede iniziato ancora una volta dallo scatenato Amantino e concluso con una stoccata al millimetro di Alberto Aquilani, con il pallone che sibilò vicino ma lontano allo stesso tempo dai guantoni di Angelo Peruzzi, vanamente proteso in tuffo. L’uomo di Montesacro, non ci pensò molto e si lanciò sotto la Curva Sud impazzita per la gioia, con tanto di maglia in mano, travolto dall’abbraccio di Daniele De Rossi, esultante come un qualsiasi tifoso. Un momento di comunione e passione, con il cuore di chi ama la maglia Oro e Porpora, palpitante, ed ebbro di felicità. Il finale fu poi indimenticabile, con Paolo Di Canio, arcinemico e punto di riferimento dell’altra squadra della Capitale, a testa bassa e lontano dagli istrionismi dell’anno precedente e con il Capitano, in stampelle si, portato in trionfo sotto la propria Curva, con Spalletti e la squadra con tanto di maglia celebrativa, dedicata proprio al numero 10 ferito ma felice, come un tifoso, anzi il primo tifoso. 14 anni fa. Sembra ieri. Cronaca di un trionfo indimenticabile. Il nome della Roma.

logo-as-roma-americana

Submit a Comment