Pasquale Pollio
Nel momento più delicato della stagione la Juve Stabia rialza la testa sfoderando una prestazione super al “Benito Stirpe” mettendo in difficoltà una delle pretendenti alla promozione diretta, ma è indubbio che si tratti di due punti persi frutto di un arbitraggio ai limiti della decenza, poiché la terna arbitrale riesce a sbagliare l’inverosimile, diventa quindi improrogabile l’inserimento della tecnologia anche per il campionato cadetto.
Gli episodi incriminati che determinano il risultato finale sono tre, dopo il fulmineo vantaggio firmato da Mallamo al quarto minuto, il Frosinone raggiungeva il pari grazie ad un gol di Brighenti che in posizione di fuorigioco, non rilevata dal guardalinee, ribadiva in rete una punizione che Ciano aveva stampato sulla traversa, il risultato cambiava al minuto quarantacinque quando con un cross dalla destra, Vitiello pescava in area Forte che inserendosi tra i due centrali ciociari batteva Bardi, ma la segnatura veniva inspiegabilmente annullata per un fuorigioco “fantasma” segnalato dal collaboratore di Mariani, si andava così al riposo sul risultato di parità.
Nella ripresa, come spesso accade, Caserta confermava l’undici iniziale, ed era Forte che al minuto cinquantasette correggendo un perfetto cross di Calò riportava avanti i gialloblu, era il sedicesimo sigillo dello “Squalo”.
Nonostante la pressione esercitata, i ragazzi di Nesta non riuscivano a creare eccessivi pericoli alla retroguardia delle “Vespe” che però capitolava all’ottantacinquesimo quando l’arbitro fischiava un rigore nettissimo per un fallo di Tonucci su Ardemagni, senza però che il suo collaboratore segnalasse un evidente fuorigioco della punta frusinate, sul dischetto si presentava Dionisi che spiazzava Provedel e fissava il risultato sul due a due, una vera beffa per la Juve Stabia.
Ora le “Vespe” sono attese da quattro finali che ne determineranno il futuro a cominciare dalla sfida di venerdì al “Romeo Menti” con il Chievo ancora in lotta per un post play off