Costa, ma non rende

Posted By on Ago 18, 2020 | 0 comments


Gianni Massaro

 

Verso il podio ed oltre, da vecchi apprezzatori del 7, numero da ala pura di un tempo. Nel cammino di nostra vita, pandemica, pandemonica, pandemonade.
Sette per volare, sulla fascia, coll’immaginazione, senza azione.
Nell’obliare statico, bei pensieri o meno.
Partendo, senza meta, senza metà, parecchi soli, viaggiando unicamente con la testa, il pensiero.
Chiarore lunare, alba boreale, assenza in plebei-popolar templi verdi in tempi oscuri.
La selva dantesca porta la Vecchia Signora al tricolore, triplice scansione in tre trittici, per un totale di 9 e lode.
Decisiva per un trionfo diventato consuetudine la coppia CR7-Dybala, mancino tanghero e cyborg puro.
Un campionato condotto con maggiore fatica, appena un punto di vantaggio al termine del tour de force estivo, dal capo primaverile.
Soffio di vento, d’inerzia la Juve conduce, complice la verticale caduta della più accreditata ed agguerrita avversaria laziale, aquila dalle ali inceppate.
Telecomanda il percorso, senza eccessivi patemi, ma con visibili, vistosi affanni.
Una soltanto la lunghezza rispetto all’Inter dell’ex amato Antonio Conte, due punti effettivi considerando le due vittorie meritate negli scontri diretti.
Supremazia per abbrivio, esperienza, campioni dai colpi superiori.
Ed un’assenza pesante, dura ormai da lungo tempo: Douglas Costa gioca col contagocce, una condizione fisica non tollerabile per un vero campione.
Il brasiliano è esplosivo, una scintilla supersonica, squarcia gli spazi agevolato da muscoli azionati dalla forza elastica, sistema molla.
Salvo poi cadere in lunghe ere geologiche pallonare di letargo.
Un gioco a ritmo di samba, ballo dinamico, extradinamico e divertente, saudade provocata nei suoi sostenitori, i fans che vedono il tanto stimato beniamino come semi-miraggio. Un’utopia la continuità di presenze, di elevato minutaggio. Douglas Costa rispecchia parziali delusioni avute nei confronti del gioco di Sarri, ex sarrismo, poi mera gestione rimpolpata da assoli di fuoriclasse e freschezza atletica apportata dalla gioventù.
Con il lumicino, una strada attesa da molti, il Sarri-football approdato pure a Londra ritorna in Italia.
Solito copione per i bianconeri, ma senza sostanziali mutamenti. Da Allegri a Sarri, da parvenze di Douglas a parvenze di Costa, la Madama bianconera non è un suggestivo panorama calcistico, almeno adesso, estate duemilacovid.
Quinto miglior attacco, terza miglior difesa: i dati non mentono, è un successo meno brillante, tra i meno belli del decennio.

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