Lo stadio non e’ il teatro o il cinema

Posted By on Set 24, 2020 | 0 comments


di Alessandro Aglione

 

Il tema della riapertura degli stadi al pubblico é uno degli argomenti più discussi negli ultimi mesi non solo dalle società di calcio ma anche dal Governo per cercare la soluzione per fare tornare i tifosi e gli appassionati a vedere dal vivo le proprie squadre. Per adesso è stata data la possibilità a mille persone di poter rivivere la partita anche se con il distanziamento sociale e con tutte le precauzioni che il Covid richiede. E’ ovvio ,però , che la mancanza di spettatori ,( mille sono molto pochi ), crea un danno economico alle società perchè vengono a mancare gli introiti degli abbonamenti e dei botteghini che per molti club sono vitali. La mancanza di pubblico rende le partite più brutte e meno emozionanti ed i giocatori , inconsciamente, non danno quel qualcosa in più che il calore di uno stadio pieno può trasmettere. La parziale riapertura di questi ultimi, tuttavia,  non risolve il problema perchè  gli stadi non sono come il teatro o il cinema cioè solo luoghi di aggregazione e di spettacolo ma molto di più.
Lo stadio richiama  una passione popolare è un qualcosa di irrazionale quasi unico che ti fa vivere momenti magici e chi non li sente non può capire .
Per mantenere questa atmosfera molto particolare non si può vietare
di abbracciarsi dopo un goal della propria squadra o di un rigore sbagliato da quella avversaria, ne’ di non stare vicini nel fare
i cori di incitamento e discutere su un’azione sbagliata  su un giocatore ritenuto scarso o sulle decisioni dell’arbitro.Quindi il volere rendere razionale
qualcosa che non lo è rischia di far distaccare emotivamente sempre di
più la gente dal calcio, che non verrà più vissuto in modo passionale identificandosi con la propria squadra ma come un semplice evento da guardare freddamente.

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