L’undicesimo uomo, estremo di fascia.

Posted By on Ott 12, 2020 | 0 comments


di Gianni Massaro

 

azio Inter, è stato spettacolo piacevole.
Certamente i tecnici sono agguerriti, non si accontentano, organizzata bene la trincea biancoceleste da Inzaghi, aghiforme corazzata milanese non tale, poco pungente nonostante una superiorità numerica durata oltre quindici minuti.
Dopo una vittoria a testa l’equilibrio, costa in partenza la testa della classifica ai contiani.
Lazzari l’estrema sporgenza, arma tattica super preziosa, fulminante. Da Spallazzari a Spallaziali, con l’esterno veneto trave, avelle pure in capitale certezze agli avversari. Nella città dello Spallanzani, rettitudine, valori umili ma caparbi, lazzaretto travolgente, come onde del mare. C’è spazio anche per la quarantena: nelle città marine il lazzaretto costituiva infatti luogo chiuso ove quelli provenienti da paesi di probabile contagio dovevano permanere, spesso appunto quaranta giorni.
Passato e presente. La storia, ciclica, si ripete.
Scandisce la profondità mirabilmente, dimestichezza col gol meno esaltante, nonostante tante sgroppate a tuttocampo.
È un pericolo incombente, Manuel elide la e, congiunge l’autostrada periferica erbosa.
Attaccanti deludenti per i padroni di casa, linea mediana ospite soccombe, ombre nerazzurre.
Zaino in spalla, Spallanzani, ospedale capitolino attinge da un uomo di Scandiano, padre scientifico della fecondazione artificiale.
Eh… già, siamo nel ‘700, il biologo emiliano confutò la teoria della generazione spontanea.
Scienza impressa, la razione dell’arte invece, in chi la inala quotidianamente, può seguire differenti “leggi”.
L’arte di essere leggero arante di fascia, non ha il velluto di Arantes do Nascimento, ma una velocità che quasi tutti gli invidiano.
Non è un robot, costruito via mano umana. Viaggia alla stregua di una lambretta.
Non è uno scienziato del pallone, biogenesi: vita non può rigenerarsi da organismi non animati.
La fascia destra è perpetuamente solcata, i fili d’erba danno nuova linfa vitale al ragazzo con la 29 sulle spalle, cifre sommate a formare undici.
È stato Lazzari il completamento atto a migliorare la squadra, costante pericolo utile al ritorno in Champions.
Tra padri scientifici e lande verdi, tra fecondazioni artificiali e automi scattanti in carne ed ossa, tra Spallanzani e Spallaziali, Lazzari e Spallazzari.
In comune poco, o niente.
Spirato nel 1799, Spallanzani, poco meno di duecento anni di differenza.
Di nome faceva Lazzaro, suono nominale simile al ragazzo col dono dell’ubiquità, medesima meta, autostrada periferica erbosa, fascia destra.
Ubiquità limitata concentrata, erba triturata.

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