Pasquale Pollio
Il Cagliari si presentava al “Bentegodi” con una squadra decimata, in una trasferta storicamente ostica visto che l’ultima vittoria rossoblù nella massima serie risaliva al campionato 1971/72, e bastava leggere la lista dei convocati per comprendere le difficoltà di Eusebio Di Francesco che per l’occasione era costretto a presentare una linea di difesa inedita composta da Faragò, Walukiewicz, Carboni e Tripaldelli, avanzando Zappa sulla linea di Joao Pedro e Sottil, ma i rossoblù si dimostravano più forti delle avversità sfoderando una grande prestazione, e dopo aver chiuso in svantaggio il primo tempo rientravano in campo con una maggior convinzione che, prima portava al pareggio di Marin e poi costringeva per quasi tutta la ripresa gli scaligeri a difendersi nella propria metà campo, sfiorando anche il gol che poteva decretare la vittoria, superlativa la prova di Joao Pedro uomo ovunque in campo, e così a Verona si è vista una squadra che ha giocato compatta e con grande personalità tenendo la linea di difesa molto alta, un atteggiamento che ha permesso ai rossoblù di imbrigliare i ragazzi di Juric, inutile guardare indietro per rammaricarsi dei punti lasciati sul campo perché questa squadra, se continua a seguire il suo allenatore e con un ritocco in mediana, potrà regalare grandi soddisfazioni nel prosieguo del campionato