di Gianni Massaro
È sabato inno all’Immo… Immobile, certo, presente in zona gol come spesso accade.
È pennellata telecomandata di SMS, sono vincenti tre grandi forze della scorsa Serie A; non manca Lukaku all’appuntamento col gol, inusuale invece l’assenza del portoghese juventino.
Derby di Immobile, anche, cresciuto in tenuta juventina e successivamente approdato in duplice tappa al Toro.
È notizia ottima per i bianconeri, nonostante la mancante firma di Cristiano è acciuffato il massimo bottino.
Il Torino è gagliardo, Belotti oltre a sgobbare pennella, è tonico e punge, il giovane ivoriano Singo è elettrica risorsa. È un primo tempo ben gestito dagli uomini di Giampaolo, anche nel secondo gli affanni, seppur crescenti, non sono copiosi. Copiosi no, ma dannosi molto.
Nemmeno una prestazione di carattere ed ottimali spunti contro una Juventus opaca bastano, si termina la settimana a mani vuote in casa granata.
Cuadrado si dimostra uomo derby, con palloni da trasformare facilmente in letali colpi nel cuore dell’area avversaria, freccia di periferia tattica: ‘Cuadardo’.
Crossa con pericolosità ed efficacia, l’allenatore di Bellinzona, zona o uomo ha da registrare marcature ed intensità, lavorando tanto specie sulla soglia di concentrazione della squadra negli ultimi dieci minuti di gara.
È dura botta arrecata ai romantici del football, una nenia nella stracittadina torinese nell’ultimo decennio, immolare, nel lare sito in Corso Gaetano Scirea l’egemonia è fortemente poco aperta all’ospite. Catino infernale zebrato, il derby a nozze con la Vecchia Signora, con cinismo ed un pizzico di fortuna che non guasta, mentalità ipervincente.
La Juve vince di forza, con poche occasioni ed un gioco che stenta, certo di immorale non c’è parvenza.
Lasciare fuori la polemica è cosa saggia, ancor più in periodo di costante rincasare su scala nazional-mondiale.
In mobile avanzamento la classifica, ma vari meccanismi vanno migliorati per i bianconeri. E se anche quando l’equilibrio regna il Torino non riesce a muovere la classifica la sabbia nella clessidra per l’ex allenatore del Milan è prossima ad esaurirsi.
Il derby della Mole diviene logica sfida dell’immolo, del solo Toro, a cospetto di una potenza europea. È bianconero altare, di testa la Juve ottiene la supremazia del Piemonte, gli ospiti quasi sembrano si disperdano senza una motivazione, forti di una debolezza, di un divario, che questa partita non ha evidenziato.