di Gianmarco Pone
È una notte di primavera, tra le due e le tre. Maradona, uscendo da un locale in pieno centro, comincia a cantare a voce altissima una canzone in lingua spagnola.
Dal balcone, al primo piano d’un palazzo antico, s’affaccia una vecchietta.
“Ma si pazz? Stai svegliando tutti. Chi ti credi di essere?” gli urla.
“Sono Maradona” risponde il Pibe.
“Sei Maradona? E allora canta”.
Un permesso speciale accordato solamente a lui.
A riscrivere quest’aneddoto popolare, torna alla mente quella frase che, ognuno di noi, ha sicuramente pronunciato al campetto, da ragazzini: ‘mica sei Maradona’.
Come a voler dire che, in campo, non potevi permetterti qualcosa che in terra riusciva solamente ad una persona.
A Maradona, appunto.