Ruggini e palloni

Posted By on Feb 3, 2021 | 0 comments


di Daniele Izzo

 

Una massima di Siddhartha Gautama diceva ‘La pigrizia è la ruggine della bellezza, la distrazione è la ruggine del guardiano’. Pigrizia e distrazione, le stesse che hanno incanalato la duplice rugginosa sfida tra Atalanta e Lazio verso un esito alterno: uno a uno, palla al centro.
Alla Dea va il pass per le semifinali di Coppa Italia, grazie anche alla pigrizia offensiva di una Lazio che in superiorità numerica non è riuscita a trovare le stoccate giuste. Ai biancocelesti, invece, i tre punti in campionato e il sorpasso in classifica, in una partita incanalata dalla distrazione di Gollini, trafitto dall’arcobaleno di Marusic dopo appena due minuti. Un doppio incontro in meno di 72 ore che ha messo ancora una volta in mostra, qualora ce ne fosse bisogno, il ruolo di nemesi che ricoprono l’una nei confronti dell’altra. La Lazio è la criptonite dell’Atalanta, e viceversa. Da qualche anno ormai le creature di Simone Inzaghi e Giampiero Gasperini sono le più luminose del campionato, battagliano per i medesimi obiettivi e vivono la rivalità ai livelli di una stracittadina. Colpa, o merito (per il bel calcio che l’alto agonismo provoca nei loro scontri), della finale di Coppa Italia del 2019, quando la solita partita giocata sul filo di lana fu decisa dalla capocciata del rientrante Milinkovic Savic e dalla fuga di Correa. Da allora Lazio e Atalanta sono due rette parallele che spesso e volentieri lasciano il cammino per incrociarsi in paragoni, sfide e scintille, di cui la partita di domenica è stata consueta espressione.
Un incontro che ha visto la squadra di Simone Inzaghi imbrigliare quella di Gasperini  accettando un rusticano duello uno contro uno a tutto campo. È così che, complice qualche infortunio in casa nerazzurra, Lazzari e Marusic hanno impersonificato Beep Beep lasciando a Mahle e Ruggeri il ruolo di Willy il Coyote; Milinkovic e Luis Alberto hanno sfoderato sia la spada che il fioretto; e Immobile e Correa hanno svolto l’uno i compiti dell’altro, mandando in confusione la difesa orobica e confezionando la giocata 17 per 11 che ha di fatto chiuso la partita.
Tirando le somme, sono tre punti pesantissimi per la squadra capitolina, prima in Italia e seconda in Europa per rendimento nel 2021. Le scialbe prestazioni dell’Olimpico contro Verona e Udinese sembrano un lontano ricordo per una compagine che, nonostante l’eliminazione dalla Coppa Italia, ha saputo reagire, e ora guarda con rinnovata convinzione al futuro. Aspettando il Bayern Monaco, prestigioso e stellato regalo di compleanno.

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