La Juve si aggrappa a Chiesa

Posted By on Feb 18, 2021 | 0 comments


Nicola Ciacciarelli
Forse la Juventus più brutta della stagione si inchina al Porto di Coincecao per 2-1 e vede complicarsi non poco il discorso qualificazione. Anzi, i bianconeri devono essere stracontenti del risultato e del gol di Federico Chiesa a 8 minuti dal 90′, che lascia tutto aperto per la gara di ritorno.
La Juve del Do Dragao ha mostrato lacune tecniche, tattiche e anche di carattere. La follia di Bentancur (retropassaggio errato a Szczesny) dopo 70 secondi è sembrato subito un colpo da ko per la Signora, incapace di reagire alla rete di Taremi. Il 4-4-2 di Sergio Coincecao ha di fatto inibito i torinesi, incapaci di orchestrare azioni degne di nota, soprattutto nel primo tempo. Quello dei bianconeri è stato uno sterile possesso palla (61%), in cui è mancata la verticalizzazione al momento giusto. Colpa anche di un mancato attacco della profondità e della buona prova della linea difensiva a quattro dei portoghesi, spesso molto alta, ma anche molto attenta.
Ancor più dell’erroraccio di Bentancur è l’ingresso nella ripresa dei bianconeri a lasciar esterrefatti. Pronti e via Il Porto sfonda sulla fascia di Alex Sandro con il terzino Manafà che libera Marega davanti a Szczesny per il raddoppio. Juve molle e disorientata. Nessuno che riesca ad opporsi al fraseggio nello stretto dei portoghesi. Pirlo corre ai ripari mettendo prima Morata poi Ramsey per McKennie e Kulusevski. Lo spagnolo, confusionario, ha perlomeno il merito di occupare spazio in area ed impegnare la difesa avversaria, fornendo un punto di riferimento centrale per la manovra juventina. Gli attacchi bianconeri producono il massimo sforzo all’82’ quando Alex Sandro vede il movimento senza palla di Rabiot. Il francese, bravo a buttarsi nello spazio, si accorge dell’accorrente Chiesa sul secondo palo che, di piatto, accorcia. Un sollievo per la Juve che non sembrava trovare sbocchi. Il gol dell’ex viola cambia le carte in tavola in vista del ritorno allo Stadium del 9 marzo. Occorrerà, però, un’altra Juve.
I bianconeri si sono mostrati inferiori rispetto ad una squadra messa bene in campo e con alcune buone individualità, ma comunque alla portata. Difficile intravedere però dei miglioramenti nel breve per questa squadra, complici anche le assenze di Arthur e Cuadrado, giocatori divenuti quasi imprescindibili nello scacchiere tattico di Andrea Pirlo, che spera di riaverli nella gara di ritorno. Una partita chiusa con 600 passaggi completati, ma con solo 4 tiri nello specchio fotografa alla perfezione l’evanescenza di una squadra. Ogni qualvolta la Juve prova, o deve, far la partita contro un avversario di livello si vedono tutti i limiti di una rosa con giocatori di tecnica , ma forse poco funzionale. L’andamento da montagne russe di questo periodo sembra fotografare un gruppo privo della classica vis pugnandi bianconera e che manca di lucidità. Il gol di Chiesa apre un piccolo spiraglio di speranza per il return match. A quello si aggrappa la Juve.

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