‘Siuuunnifero’ Ronaldo

Posted By on Apr 9, 2021 | 0 comments


di Gianni Massaro

 

Il derby la prova tangibile dell’incostanza bianconera 2020-21.
Partita vibrante, botte e risposte, regna equilibrio, derby torinese piacevole.
Qualche sbaglio più che evitabile, nessuna rete sfavillante. Si conclude in area, i portieri alternano ottime risposte a qualche svarione o rischio inappropriato.
Sanabria brillante e brioso rapace prende la scena, doppietta persino, la zampata del leader Chiellini permette alla Juve di evitare la sconfitta, generando la puntuale assistenza per la firma di Ronaldo.
Partenza a razzo per i bianconeri, ma manovra in molti punti rozza, priva di fantasia e senza trame particolarmente pungenti, illusoria la rete di Chiesa.
Un Toro di spirito ed idee, una Juve di fiammate. Il pareggio il risultato giusto, con i padroni di casa che si sono arroccati con troppo anticipo, ma hanno dimostrato i ragazzi di Nicola di poter far male quando hanno ribaltato il fronte.
Plausibile l’insidia contro squadre di calibro elevato e perentoria giunge la sentenza.
Ronaldo audace e in vari, lunghi istanti senza miccia, lontano dalla migliore forma, prova a colpi di testa, scaldata accuratamente all’avviare della seconda frazione.
E, in un modo o nell’altro riesce, vira sulla zampata giusta dopo aver avuto varie fasi dormienti, impossessato dall’istinto prolifico si presenta conquistatore d’aree di rigore.
Flebile fuoco, anche se fioco sa ancora vitalizzare il gioco l’asso portoghese, ma da movimenti dosati. Meno impetuoso, volto che proferiva amarezza già ampiamente prima del triplice fisico, l’usuale ‘siuuu’ dominatore degradatosi (a chi apprezza verbo forte) a sonnifero.
Iniziata l’era da qualche mese, o forse leggermente più, del Cr7 ‘siiiunnifero’, letargico iconico brand a due piedi dalla miscela dirompente ma dal tono atletico-mentale calante.
I gol ci sono, resteranno ancora, per lassi temporali che potrebbero però materializzarsi senza preavviso accompagnati da messaggio triste e mesto per gli invaghiti di Ronaldo, ossia che da fuoco incandescente talvolta ancora eruttante è passato alla frutta.
La scorza della grandezza permane, sfilze di record incontrastabili, alquanto complessi da spodestare.
Il cinque volte Pallone d’Oro lontano dalla migliore forma. E se invece fosse ormai questo l’andamento tipico di Cristiano?
Andando incontro quindi a crescente prevedibilità, apporto congruo in fondo al sacco, ma non tanto altro: trentasei anni fardello complicato da sostenere.

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