Triade lombarda, Milan ultima arrivata

Posted By on Giu 7, 2021 | 0 comments


di Gianni Massaro

 

Una squadra da prendere con le pinze quella di Pioli, in tutti i sensi.
Strana e anomala talvolta, fisica atletica ed estrosa. Amalgamata abbastanza bene nei reparti e nella rosa, seppur con qualche carenza, il Milan torna secondo dopo nove anni.
Dalla Juve allora ‘scortata’ all’Inter in questo torneo, ma sempre con lui in vetta.
Con Conte, e senza polemiche di gol fantasma reiterato: la tecnologia ha compiuto grossi passi in avanti.
Allora delusi, adesso i rossoneri vinti contenti, assaporano l’ebbrezza Champions mancante da tempo.
L’ultima firma di Kakà nello stadio dell’Atletico di Simeone, proprio nell’anno dell’ultima Liga dei Colchoneros divenuta penultima il giorno prima di Atalanta Milan.
Incastri striminziti o meno, il Milan ha trovato in Ibra la chiave di svolta nel girone d’andata, lo svedese tornato a disputare un’intera stagione in rossonero dal 2011-12 (non tanto intera a valutare i numeri).
A completare la triade lombarda nella massima competizione europea i diabolici di Pioli, dopo qualche timbro abulico ha ripreso il Milan molto bene nel mese di maggio.
La sostanza di Kessie spesso valore aggiunto prezioso, ma la squadra milanista ha funzionato meglio quando ha ragionato da cooperativa, perché ogni tanto si son visti vari sprazzi molto solisti.
Gruppo di vari animi artisti, ma alcuni con una mentalità da migliorare nel caso si volesse competere a più prestigiosi traguardi.
Ha ardore, buona freschezza ed esuberanza, ma mal di Liguria il fu club di via Turati.
Questo nuovo corso Elliott pare inizi a dare più certezza, con meriti a molti.
Con vari enigmi e questioni da risolvere, ponendo sulla bilancia più calciatori, quasi opposti Saelemakers e Leão, il primo mirabile undicesimo uomo in grado spesso di completare uno spartito altamente funzionante e il secondo enigma concreto.
Intriga, evolve Leão, sì se evolve, ma a passo di tartaruga a netto d’un potenziale interessante.
Stessi gol della passata Serie A, 6, ma con qualche presenza in meno, e una ciliegina in più totale, settima rete in Europa League.
Qualità da felino, oscillante sul benino, la prossima stagione della verità, felice o mesta che sia per il portoghese.
Con l’Atalanta palo colpito dalla punta ex Lille, rossoneri i più bravi nella specialità sterminio di alluminio in Serie A: più legni colpiti di tutti.
Con un’Atalanta stanca dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia il suggello a un cammino da incorniciare dopo anni travagliati, lambendo gli ottanta punti.
Freuler e Toloi diffidati ammoniti e De Roon espulso agli sgoccioli, tra le dimostrazioni di ferocia e di una giusta mancanza di regali sul manto.
E a meno di grosse eccezioni alla Dea nella prima della prossima A mancheranno tre titolari.
E molti a ‘tifare’ Atalanta, a invocarla subito alla prima tappa del venturo campionato.
Fidarsi è bene, ma non fidarsi…
Occhio (anzi dente, consulto a Guardiola), Gasperini sa spesso porsi come sinonimo efficace di asperità.

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