UN SASSUOLO DIONISIACO

Posted By on Dic 3, 2021 | 0 comments


di Lucio Marinucci

 

Nella mitologia greca la figura di Dioniso (noto ai latini col nome di Bacco) era l’incarnazione dell’ebbrezza e dell’estasi. Il nome non è esattamente lo stesso, ma di certo non si può dire che Dionisi non abbia impresso al suo Sassuolo un’immagine vivace, gustosamente briosa, pur sempre senza perdere d’occhio la scientificità e la minuziosità nella costruzione della manovra. I neroverdi sono infatti una delle squadre che offre più soluzioni tattiche in Serie A. Spaziando dal 4-3-3 al 4-2-3-1, il tecnico toscano ha proposto una vastissima gamma di situazioni che tra le tante hanno fermato Napoli, Milan e Juventus. Grande merito va anche alla società, abile nel mettere a disposizione dell’allenatore una rosa profonda e di qualità che finora sta dando ottime risposte. Basti guardare al continuo alternarsi di nomi in formazione, specialmente nei quattro di difesa. Oltre all’inamovibile Capitan Ferrari, Dionisi ha sempre potuto usufruire di valide coppie a seconda dell’avversario; Toljan sulla destra se c’è da spingere, altrimenti dentro Muldur al suo posto per avere più copertura; stesso discorso per Kyriakopoulos e Rogerio sulla sinistra, senza dimenticare Ayhan che come centrale di destra si sta alternando egregiamente con Chiriches.

In ogni caso se in difesa le soluzioni sono tante, l’abbondanza di qualità e quantità che si estende dal centrocampo all’attacco non è da meno. Tra Maxime Lopez e Frattesi è difficile capire chi sia la sorpresa più bella in mediana, mentre quando lo sguardo si sposta in avanti non si può rimanere indifferenti di fronte alla classe di Berardi, all’inafferrabilità di Raspadori e alla moderna prorompenza di Scamacca, ricordando che tra panchina e tribuna stanno rimanendo fuori gente come Defrel, Boga e Djuricic.

In sostanza di valore tecnico ce n’è a bizzeffe, ma non è banale riuscire sempre a sfruttarlo e a valorizzarlo al massimo, cosa che Dionisi sta invece riuscendo a fare grazie alla grande abilità nella preparazione delle partite. Una delle chiavi tattiche più ricorrenti è stata quella di tenere il tridente offensivo sempre molto ampio, così da sfruttare le convergenze di Raspadori e soprattutto a piede invertito di Berardi; inoltre la posizione di partenza estremamente laterale di quest’ultimo ha spesso permesso gli inserimenti di Toljan, capace non solo di sovrapporsi esternamente, ma anche verso l’interno, così da costringere alla copertura il centrale avversario e liberando al contempo più spazio al mancino a rientrare dello stesso Berardi. Impossibile non citare anche l’importanza delle incursioni di Frattesi che ha già segnato tre gol lanciandosi negli spazi tra Scamacca e gli attaccanti laterali. Duettando sempre in maniera rapida e precisa il classe ’99 si sta rivelando una delle mezzali più letali del nostro campionato. Contro il Napoli invece di sganciarsi sulla destra ha preferito spesso incrociare la sua corsa verso sinistra, in modo da sfruttare gli spazi talvolta lasciati da Fabian Ruiz e insidiare Rrahmani piuttosto che Koulibaly.

Tutte le situazioni riportate non sono altro che dettagli di un’identità, riadattamenti di un copione che si traducono nella sintesi vincente tra variazioni e ricorrenze. Del resto non è una coincidenza se il Sassuolo è terzo in Serie A per tiri nello specchio (77) e terzo per possesso palla medio (28’ 22’’). Ora la classifica da migliorare resta quella generale, dove la posizione occupata è solo la dodicesima, ma se le mani salde di Dionisi continueranno a timonare il vascello neroverde, gli orizzonti in grado di aprirsi potrebbero portare a tesori inaspettati.

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