Roma e José, andiamo a Tirana…

Posted By on Mag 6, 2022 | 0 comments


(di Gianluca Guarnieri) Stavolta è tutto vero. La Roma batte il Leicester per 1-0 nella semifinale di ritorno di Conference League e vola in finale. La squadra di Jose Mourinho realizza l’impresa di tornare in una finale europea dopo un’assenza di 31 anni. Era dall’epoca di Voeller, Giannini, Rizzitelli e Aldair, con Viola Presidente e Bianchi allenatore, che non si riusciva a tanto, ma i giallorossi dopo le tre semifinali consecutive, fanno il passo successivo mettendo la prua verso Tirana, dove il 25 maggio incroceranno il ferro con gli olandesi del Feyenoord. Il 25 maggio alle 21,00 dall’altra parte dell’Adriatico il termine di una stagione vissuta pericolosamente. Una Roma che ha lottato per superare la squadra di Brendan Rodgers, usando più la spada che il fioretto, in un match caldo e combattuto, con i giallorossi che hanno trovato l’approccio giusto andando alla conclusione con Capitan Pellegrini, e trovando la rete con uno splendido stacco di testa del solito Tammy Abraham, formidabile nel resistere alla marcatura di Pereira e di far secco Schmeichel JR. su perfetto corner di Pellegrini. Con il passare dei minuti e la comprensibile pressione dei “Foxes” i giallorossi hanno abbassato il baricentro, resistendo al pressing britannico grazie alla compattezza delle linee tra centrocampo e difesa, con il filtro prezioso di Cristante e Oliveira, oltre che alla solidità del pacchetto arretrato, guidato da un sontuoso Smalling. Una prova di resistenza e combattività per tutta la ripresa con Vardy e Maddison, disposti a pressare ad oltranza ma incapaci di perforare Rui Patricio, quasi mai impegnato e sempre ben protetto da Mancini, Smalling (già citato) e Ibanez. Se gli inglesi hanno mantenuto l’iniziativa, le occasioni più ghiotte sono capitate proprio agli uomini di Mourinho prima con Mancini e poi nel finale con Sergio Oliveira, bravo nel tentare di sorprendere Schmeichel, costretto a smanacciare in angolo. L’ultima occasione fino all’immenso boato di sollievo del pubblico (quasi 70.000 nell’impianto del Foro Italico) ed alla festa finale, con tanto di lacrime di Jose Mourinho. Una serata speciale, con un sogno sullo sfondo. Un sogno da avverare, senza alternative plausibili. Il Feyenoord è avvertito.

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